
Scheda.
al-Kindi.

Abu Yusuf Ya'qub ibn Ishaq Kindi (796-873) era discendente della
grande trib sud-arabica dei Kindah, cosa che gli valse il titolo
onorifico di filosofo degli Arabi. Nato a Kufa e figlio del
governatore della citt, studi a Bassora, grande centro
intellettuale, per stabilirsi poi a Baghdad. Benefici della
protezione dei califfi che governarono dal 833 al 847, prima di
essere perseguitato sotto il regno di Mutawakkil. Per le sue
numerose opere, che spaziano fra discipline tanto diverse come la
logica, la metafisica, l'aritmetica, la medicina, la teologia
eccetera, e per la sua attivit tesa a favorire la traduzione
delle opere greche, contribu in maniera notevole ad avvicinare le
scienze elleniche al pensiero islamico. Molti dei suoi trattati
filosofici erano noti all'Occidente medievale in versione latina.
Il suo pensiero  fortemente influenzato dall'aristotelismo, come
traspare soprattutto dal Trattato di filosofia prima.
Uno dei principali punti di divergenza tra il pensiero greco e il
pensiero islamico (e anche quello ebraico e cristiano) era
costituito dal problema della creazione ex nihilo, o dell'eternit
del mondo. Kindi era convinto che esistesse un accordo di fondo
tra la ricerca filosofica razionale e la rivelazione profetica, ma
pensava che ciascuna di esse rappresentasse una distinta via di
accesso alla Verit. Ma, in accordo con l'insegnamento teologico,
Kindi difendeva la tesi della creazione ex nihilo

 [Per questa scheda, come per le biografie degli altri filosofi
arabi, abbiamo tenuto presenti le note di A. Mahfoud e M. Geoffroy
al libro di M. Abed al-Jabri, La ragione araba, Feltrinelli,
Milano, 1996].

